LA COLTIVAZIONE DEL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO



Secondo la tradizione la coltivazione del radicchio cominciò presso  i terreni  del  paese di Dosson di Casier, prima periferia di Treviso,  nella seconda metà del secolo XVI.

Pian piano, con l’andar del tempo,  i caratteri della specie primitiva si modificarono per adattamento all’ambiente e per le selezioni  naturali, fino  a giungere il prodotto attuale del radicchio rosso della Marca Trevigiana.

Che sia di tipo precoce o tardivo, viene seminato direttamente a pieno campo nel periodo che va  da fine giugno alla metà di luglio.

Già  verso la fine di settembre si trova il radicchio precoce, dai  grossi cespi allungati, dalle foglie rosse larghe e dalla  lunga costola centrale bianca, mentre da metà novembre si può gustare il più buono, fragrante, gustoso, prelibato radicchio  tardivo o spadone, che ha  ciuffi dai germogli compatti, piccoli, dalle foglie strette rosse e costola centrale bianca.


La coltivazione del radicchio rosso di Treviso  non  è difficoltosa, ma necessita di un terreno prevalentemente argilloso, perché più la radice è  sviluppata più la pianta sarà bella.

 La raccolta non avviene più a mano, ma ormai da tempo si esegue  con le macchine.

Per  quanto riguarda il tardivo, si raccoglie tutto in una sola volta, mediante l’impiego di un aratro privo di versoio, trainato da un trattore.

 Dopo la raccolta inizia la fase  chiamata di “ preforzatura  “che consiste nel   formare  dei mazzi che vengono posti gli uni addossati agli altri verticalmente su due solchi  e protetti dal freddo dell’inverno con tunnels ricoperti con foglio di materiale plastico .

Sotto questi tunnels  il radicchio mantiene, se pur lentamente, la sua attività dando inizio ad una prima  formazione del germoglio.


Segue poi la fase di “ forzatura - imbiancamento “ con  il trasferimento dei mazzi dai piccoli tunnels  ad  apposite vasche di cemento coperte anch’esse da tunnels  di media ampiezza  riparati con fogli di materiale plastico per circa 12 giorni dove, sul fondo di queste vasche, scorrere continuamente  acqua  da falda freatica  ad una temperatura costante di 12° C.

 Questo processo  consente la formazione del germoglio di radicchio dal tipico aspetto di colore rosso della foglia, del bianco candido della costola e dal tipico sapore.

Si ha poi  la terza fase di “finissaggio” dove i mazzi  di radicchio vengono deposti in appositi locali riscaldati a temperatura costante  di circa 20° C con un’ umidità molto alta, dove restano per 2-3 giorni, stesi sul pavimento  su cui viene  distribuito un leggero strato di sabbia o segatura di legno per asciugare i fittoni dall’acqua e dove i cespi di radicchio arrivano a completa maturazione assumendo l’spetto classico che li caratterizza.


Finita questa fase, si procede a slegare i mazzi e ad asportare tutte le foglie esterne più o meno guaste, alla scortecciatura e al  taglio della radice che viene  accorciata  al massima di un terzo della lunghezza del cespo intero.


 I ciuffi vengono poi lavati  in acqua corrente prima di essere sistemati in casse per la vendita.