I CAVOLINI o CAVOLETTI di BRUXELLES

Crescono  in un clima freddo, tipico dell’ Europa del Nord e soprattutto nella zona di  Bruxelles , a cui devono il loro nome. Appartengono  alla famiglia dei cavoli di cui  sono i germogli ascellari di una varietà di Brassica Oleracea ,pianta biennale atipica  dal fusto eretto,  in cui contrariamente al solito, si allunga e presenta numerose  foglie tonde. Si trovano  raggruppati  alla base delle foglie principali, di cui  ne sono l’ unica parte commestibile. Hanno  forma sferica, di  modeste  dimensioni , di colore verde  e formati da  un insieme  di piccole foglioline avvolte una sopra all’altra. La raccolta avviene  solitamente  quando  raggiungono la misura di 3 cm di diametro e  pare  si sia conosciuta la loro esistenza  solo da poche centinaia di anni.

In commercio ci sono tre tipi  di cavolini di Bruxelles, la cui varietà è data dalla dimensione:

- nano, caratterizzata da germogli rotondi e fitti

- comune, di buona qualità

- medio  del mercato, a fusto medio

- rossa  che è molto difficile da reperire.

 I cavolini di Bruxelles hanno  una buona  percentuale di sali minerali quali il fosforo, il potassio, il calcio, il magnesio , carboidrati, proteine  e  vitamina quali la A, la  B6 e la C. Ogni  100 g di cavolini si ha un apporto di circa 30 Kcal.

La semina di questo ortaggio avviene  tra maggio e agosto, mentre  la raccolta inizia a settembre per terminare  a fine  dicembre.

I cavolini di Bruxelles  vanno scelti sodi, compatti, senza  foglie ingiallite, dall’odore delicato   e possibilmente delle stesse dimensioni, per una  cottura omogenea . Vanno tenuti in frigorifero, nel cassetto della verdura, meglio se in un sacchetto bucherellato e lontani dalla frutta. Si lavano solo al momento della cottura eliminando  le foglioline esterne, tagliando  il torsolo di base e incidendoli  a croce. Vanno  lasciati per qualche minuto a bagno in acqua fredda con un po' di aceto, poi  risciacquati in acqua corrente.

Prima della realizzazione di qualsiasi ricetta, necessita   sbollentati in acqua salata per 10 minuti perché siano più digeribili e perdano il gusto leggermente amarognolo che hanno.   Solo dopo tale breve cottura possono anche congelati. Non possono essere  mai mangiati crudi.

Sono ideali per molte preparazioni, soprattutto  bolliti, gratinati o rosolati al burro.