IL LUPPOLO SELVATICO O BRUSCANDOLO

Il luppolo selvatico viene chiamato in diverse maniere a seconda dei posti, come ad esempio “bruscandolo” in Veneto  “aspargina” in Lombardia,” luvertìn” o “lavertìn “ in Piemonte,” luperi” in Umbria, “ vartìs” in Emilia-Romagna,” urtizon” in Friuli.

Viene raccolto in primavera nel periodo da marzo a maggio  .



Bisogna prestare attenzione nella raccolta  a  non confonderlo  con i rami fioriferi di altre piante ,a prima vista simili, quali l'Ornithogalum o Latte di gallina, un genere che conta molte specie assai tossiche.

Pianta avvolgente ,infestante, perenne,  delle Angiosperme, presenta un  rizoma ramificato dal quale si estendono esili fusti rampicanti che formano intrighi invalicabili e  che possono arrivare all’altezza di  7 metri

Le foglie hanno forma cuoriforme, con picciolo e lobi seghettati, ruvida al tatto sulla parte superiore, mentre risulta essere resinosa sulla parte inferiore.


I fiori sono di colore verdognolo e presenti su individui separati. I fiori maschili  sono riuniti in pannocchie pendule con 5 tepali e 5 stami uniti alla base mentre  i fiori femminili  hanno  un cono membranoso che circonda un ovario che ha 2 lunghi stimmi pelosi. Si trovano raggruppati  in  un'infiorescenza dalla  inconfondibile forma a cono e fioriscono in estate.  I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere.

 Il luppolo selvatico cresce prevalentemente in modo spontaneo  in ambienti freschi, sulle rive di corsi d’acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi, nei terreni fertili e ben lavorati della pianura .Si trova fino ad un'altitudine di 1.200 metri se il clima non è troppo ventoso ed umido ed è molto comune trovarli in Italia settentrionale.

La coltivazione del luppolo selvatico per ottenere i germogli a fini alimentari non è comunemente praticata.

Viene usato soprattutto nel processo produttivo della birra, che le conferisce la caratteristica più comune, ovvero il sapore amaro, oltre all'aroma.

E’ usatissima in cucina la parte apicale del rametto della lunghezza di circa 10/15 cm del Luppolo selvatico ,Humulus lupulus, dal delicato sapore, anche se fondamentalmente amarognolo e tanto più gustoso quanto più grosso.

Le cime del luppolo hanno proprietà tonificanti, sedative, rinfrescanti, diuretiche, lassative, di stimolazione delle funzioni epatiche e di purificazione sanguigna.  Non contengono glutine, combattono anche la cellulite se cucinati con pochi grassi e devono essere usati però con moderazione perché un eccesso di germogli di luppolo può provocare nausea e vertigini.

Prima dell’uso, bisogna  lavarli  bene sotto l'acqua e possibilmente con  del bicarbonato .E' preferibile utilizzarle appena colte, altrimenti le si possono conservare per alcune ore mantenendo il mazzetto in un bicchiere con acqua.

In cucina sono ottime lessate  per 5-10 minuti, con poca acqua o al vapore, condite con olio, sale, limone  oppure si possono saltare qualche minuto in padella per servirli con riso o utilizzare per risotti, frittate e minestre.