LA PASTA DI GRANO DURO

La pasta è considerata per noi Italiani parte integrante della nostra cucina e della nostra tradizione.



La pasta secca costituisce i tre quarti dei consumi totali,  ed è ottenuta dalla trafilazione, laminazione ed essiccamento di impasti preparati esclusivamente con semola di grano duro ed acqua ed è costituita  da carboidrati per l’80% circa.

La semola si ottiene  dalla macinazione del grano duro e questa fa si che mantenga la cottura e non  diventi collosa, mentre altri elementi  importanti che concorrono a far sì che la pasta sia buona sono l’acqua che serve per l’impasto e la temperatura a cui il prodotto finito viene messo ad asciugare.

Da cruda deve aver un aspetto traslucido , color ambra, fragile ma elastica nei formati lunghi e quasi vetrosa nei formati corti.

Da cotta  deve essere aumentata di circa 3 volte il suo volume ,deve conservare consistenza e mentre  la pasta corta non si deve spaccare per lungo, la pasta lunga non  deve incollarsi fra loro.

Va cotta  in abbondante acqua, almeno 1 lt ogni 100 gr., salata anticipatamente quando bolle, ma prima di buttare la pasta.

 Non dimenticarsi mai di mescolarla delicatamente, in modo che non attacchi sul fondo e che si saldi in un unico blocco.

Non mettere mai il coperchio durante la cottura e  stare attenti  al tempo  necessario che varia a seconda del tipo di pasta e va calcolato dal momento in cui l’acqua riprende il bollore dopo averla introdotta

Stare molto attenti al tempo indicato nella confezione e ricordarsi che un buon  piatto di pasta   va sempre mangiato  “al dente”, ovvero mai troppo cotto.

A cottura raggiunta la pasta  va scolata rapidamente , ma non troppo, condita subito,  mescolandola con cura  e servita calda.

 L’acqua dopo la bollitura deve essere opaca, ma non torbida.

Ogni tipo di pasta richiede un tipo  particolare di sugo  per far sì che il risultato sia di gran lunga migliore e chi vuole può  insaporirla ulteriormente  , escluso su paste condite con sughi a base di pesce, con  una spruzzata di formaggio grattugiato , naturalmente al momento, ma non in quantità esagerata, per non lasciare spazio al prevalere del gusto del condimento .